La fioritura dell'arte della vetrata si colloca nella Francia del XII secolo dove si andavano più che altrove consolidando i termini del nuovo linguaggio architettonico gotico. La tecnica di produzione delle vetrate è strettamente legata allo sviluppo dell'industria vetraria. Come si è detto altrove, trattando del vetro, la produzione di lastre si otteneva con la soffiatura di cilindri che erano poi  tagliati e spianati. Questo naturalmente influenzò le dimensioni delle lastre vitree impiegate nelle vetrate, facendo assumere a queste il ben noto effetto di mosaico trasparente. Solo in seguito altri permisero la produzione di lastre più grandi. I procedimenti tecnici sono largamente documentati. Si procedeva per diverse fasi. Prima di tutto il disegno: dal semplice schizzo, si passava ad un disegno delle dimensioni della vetrate, eseguito su tavole ricoperte di gesso, per mezzo di punte di piombo o di stagno: la poco pratica tavola in legno, fu in seguito sostituita da materiali più maneggevoli come stoffa, pergamena,ed infine cartone.                                        Si provvedeva poi a tagliare i pezzi di vetro secondo le esigenze compositive e cromatiche impostate dal disegno:il taglio avveniva per mezzo di punte di ferro incandescente, ed a partire dal XV secolo con punte di diamante; naturalmente i pezzi di vetro tagliati con il ferro incandescente presentano bordi irregolari, mentre quelli in cui l'operazione è eseguita con punta di diamante sono molto regolari. In Francia e nel Nord-Europa il più delle volte disegnatore e maestro vetraio coincidevano in un'unica persona: in Italia, invece, vi era una netta distinzione fra ideatore della struttura disegnativa ed esecutore tecnico**. 

** : FONTE : Le tecniche artistiche di Corrado Maltese , Edizione MURSIA.

 

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